Come riconoscere il tartaro sui denti
Scritto da Dott.ssa Anna Ascoli · Odontoiatra iscritta all'Ordine degli Odontoiatri di Ancona (n. 676) · Aggiornato il 28 giugno 2026
Come si riconosce il tartaro? Dove si forma, che colore ha e perché è diverso dalla placca. Scopri i segnali da non ignorare e cosa fare.
Placca e tartaro sono due cose diverse — ma spesso vengono confuse. Capire la differenza è importante, perché una puoi rimuoverla tu a casa, l'altra no.
Placca e tartaro: la differenza
La placca batterica è un biofilm — uno strato sottile, quasi invisibile, di batteri che si forma continuamente sulla superficie dei denti. È morbida, si rimuove con lo spazzolino e il filo. Se la togli ogni giorno, non causa danni. Il tartaro (o calcolo dentale) è placca che non è stata rimossa in tempo e si è mineralizzata — si è indurita per effetto dei sali minerali presenti nella saliva. Una volta formato, non puoi rimuoverlo con lo spazzolino: serve la strumentazione professionale dell'igienista.La mineralizzazione inizia in pochi giorni. Per questo la pulizia quotidiana è fondamentale: evita che la placca si trasformi in qualcosa di più difficile da gestire.
Come appare il tartaro: colore e aspetto
Il tartaro può avere colori diversi a seconda di dove si trova e delle tue abitudini:
Bianco o giallo pallido: è il più comune. Si forma sopra il margine gengivale (tartaro sopragengivale), ed è visibile ad occhio nudo soprattutto sul lato interno dei denti anteriori inferiori e sul lato esterno dei molari superiori. Marrone o grigio scuro: tartaro pigmentato, spesso associato al fumo, al caffè o al tè. Può essere più duro e più difficile da rimuovere. Nero: si forma spesso sotto il margine gengivale (tartaro subgengivale), nelle tasche gengivali. Non è visibile ad occhio nudo ma viene rilevato durante la sonda parodontale. È quello più associato alla parodontite.Dove si forma il tartaro
Il tartaro non si distribuisce uniformemente su tutti i denti. Tende a concentrarsi nelle zone dove:
- Il flusso salivare è maggiore: le ghiandole salivari principali si aprono vicino agli incisivi inferiori (lato interno) e ai molari superiori (lato esterno). Più saliva, più sali minerali, più mineralizzazione.
- Lo spazzolino non arriva: spazi interdentali, solco gengivale, il lato interno dei denti del giudizio.
- L'igiene è più difficile: chi porta un apparecchio fisso o una protesi parziale accumula tartaro più velocemente nelle zone attorno ai bracket o ai ganci.
Le zone più colpite in assoluto sono:
- Lato linguale (interno) degli incisivi inferiori
- Lato buccale (esterno) dei molari superiori
- Spazi interdentali
- Sotto il margine gengivale in tutta la bocca
Come capire se hai il tartaro
Alcuni segnali che puoi valutare autonomamente:
Depositi duri che non si rimuovono con lo spazzolino. Se senti sotto la lingua o con un dito dei depositi rugosi o granulosi sul lato interno dei denti inferiori, è quasi certamente tartaro. Colore giallastro o marroncino in zone localizzate. Specialmente vicino alla gengiva o nei punti difficili da raggiungere con lo spazzolino. Gengive che sanguinano durante lo spazzolamento. Il tartaro irrita la gengiva — che risponde con infiammazione e sanguinamento. Non è "normale" che le gengive sanguinino: è un segnale che qualcosa non va. Alito sgradevole persistente. I batteri intrappolati nel tartaro producono composti solforati volatili — responsabili dell'alito cattivo. Gengive arrossate o gonfie. L'infiammazione cronica da tartaro si manifesta con gengive che appaiono più rosse e tese del normale.Il tartaro che non vedi: quello subgengivale
La parte più pericolosa del tartaro è quella che non riesci a vedere — il tartaro subgengivale, che si forma sotto il margine gengivale nelle tasche parodontali.
Questo tartaro non può essere rilevato autonomamente e richiede la sonda parodontale dell'igienista per essere individuato. È quello più strettamente associato alla parodontite, perché si trova a diretto contatto con i tessuti di supporto del dente.
Una buona ragione in più per non saltare le sedute di igiene professionale.
Cosa fare se hai il tartaro
Non provare a rimuoverlo da solo. Ci sono in commercio prodotti (paste, liquidi, strumenti) che promettono di rimuovere il tartaro a casa. Non funzionano in modo efficace sul tartaro già formato e alcuni possono danneggiare lo smalto o le gengive se usati in modo scorretto.L'unica soluzione è la seduta di igiene professionale con l'igienista dentale. Gli ultrasuoni e le curette manuali rimuovono il tartaro in modo sicuro ed efficace, senza danneggiare la struttura del dente.
Dopo la pulizia professionale, una buona routine domiciliare (spazzolino + filo ogni giorno) rallenta la riformazione del tartaro e prolunga i benefici della seduta.
In sintesi
- Il tartaro è placca mineralizzata: non si rimuove con lo spazzolino
- Appare bianco/giallo sopra la gengiva, scuro/nero sotto
- Si concentra sul lato interno degli incisivi inferiori e negli spazi interdentali
- Segnali: depositi duri, sanguinamento gengivale, alito cattivo, gengive arrossate
- L'unica rimozione efficace è professionale
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