Detartrasi: fa male? È vero che rovina i denti?
Scritto da Dott.ssa Anna Ascoli · Odontoiatra iscritta all'Ordine degli Odontoiatri di Ancona (n. 676) · Aggiornato il 8 luglio 2026
"Il detartrasi allarga gli spazi tra i denti" e "fa male" sono i miti più diffusi sulla pulizia professionale. Scopri cosa c'è di vero — e cosa no.
Pochi trattamenti odontoiatrici raccolgono tanti miti quanti ne ha il detartrasi. "Allarga gli spazi tra i denti." "Indebolisce lo smalto." "Fa malissimo." "Meglio non farlo troppo spesso."
Queste convinzioni sono molto diffuse — e sono quasi tutte false. Vale la pena chiarire la questione una volta per tutte.
Mito 1: "Il detartrasi allarga gli spazi tra i denti"
È il mito più comune. Molte persone, dopo la pulizia professionale, si accorgono che tra i denti ci sono spazi che prima non vedevano. E ne deducono che il trattamento abbia "allargato" qualcosa.
La realtà è l'opposto.
Quegli spazi c'erano già — erano semplicemente occupati dal tartaro. Il tartaro è un deposito duro, biancastro o giallastro, che riempie gli spazi tra i denti e sotto il bordo gengivale. Una volta rimosso, lo spazio che occupava torna visibile.
Se in passato hai accumulato molto tartaro, dopo il detartrasi potresti anche notare che le gengive sembrano "ritirate". Anche in questo caso non è il trattamento ad aver causato la recessione — era già presente, nascosta dal tartaro.
Il detartrasi non rimuove tessuto gengivale, non sposta i denti, non allarga gli spazi. Rimuove solo i depositi calcificati.
Mito 2: "Il detartrasi rovina lo smalto"
Falso. Gli strumenti usati per il detartrasi — ultrasuoni e curette manuali — sono calibrati per agire sul tartaro, non sullo smalto.
Il tartaro ha una durezza diversa dallo smalto: gli strumenti lo frantumano e lo rimuovono senza intaccare la struttura dentale sottostante. È esattamente come rimuovere il calcare da un rubinetto: il calcare se ne va, il metallo rimane intatto.
Ciò che danneggia lo smalto nel tempo è, piuttosto, il contrario: lasciare il tartaro accumularsi. Il tartaro trattiene i batteri a stretto contatto con lo smalto, favorendo la carie e l'infiammazione gengivale.
Mito 3: "Il detartrasi fa malissimo"
Dipende dalla situazione. Per chi viene regolarmente ogni sei mesi, la pulizia è spesso quasi indolore — un po' di fastidio in alcune zone sensibili, ma niente di più.
Il fastidio aumenta quando:
- Le gengive sono infiammate (gengivite): i tessuti infiammati sono più sensibili e tendono a sanguinare al contatto. Ma questo è un motivo per fare il detartrasi, non per evitarlo — è proprio l'infiammazione che va risolta.
- C'è molto tartaro subgengivale: la rimozione del tartaro sotto il margine gengivale richiede più lavoro e può essere più fastidiosa.
- Non si viene da anni: più tartaro c'è, più la seduta è lunga e più è possibile avvertire fastidio in alcune zone.
In questi casi si possono adottare misure per ridurre il disagio: gel anestetico topico sulle gengive, divisione della seduta in più appuntamenti, o in casi particolari anestesia locale.
Se hai timore del dolore, dillo apertamente prima di iniziare — un buon igienista adatterà il trattamento alle tue esigenze.
Mito 4: "Farlo troppo spesso è dannoso"
La frequenza raccomandata (1-2 volte l'anno per adulti sani) è determinata da quanto ci vuole per riformarsi il tartaro — non da preoccupazioni legate al danno. Non esiste un "troppo spesso" in termini clinici per chi ha fattori di rischio elevati.
Chi viene ogni 3 mesi perché ha parodontite in mantenimento o porta un apparecchio ortodontico non sta "consumando" i denti — sta semplicemente mantenendo pulita la bocca con la frequenza di cui ha bisogno.
Mito 5: "Se mi spazzolo bene non ho bisogno del detartrasi"
Una buona igiene domiciliare riduce la quantità di tartaro che si forma, ma non lo elimina completamente. La mineralizzazione della placca avviene comunque, in punti che lo spazzolino e il filo non riescono a raggiungere.
Il detartrasi professionale è l'unico modo per rimuovere il tartaro già formato. Non è un'alternativa all'igiene domestica — è il suo complemento necessario.
Cosa succede se non lo fai
Il tartaro che si accumula negli anni non è solo un problema estetico. I batteri che vivono nel tartaro producono sostanze infiammatorie che attaccano le gengive. Il processo è graduale ma inesorabile:
- Placca batterica (rimuovibile con lo spazzolino)
- Tartaro (non rimuovibile in autonomia)
- Gengivite (infiammazione reversibile delle gengive)
- Parodontite (infiammazione irreversibile dell'osso di supporto)
- Mobilità dentale e perdita dei denti
La parodontite è la principale causa di perdita dei denti negli adulti — e si previene con la pulizia professionale regolare.
In sintesi
| Mito | Realtà |
| Allarga gli spazi tra i denti | Gli spazi erano nascosti dal tartaro |
| Rovina lo smalto | Gli strumenti agiscono solo sul tartaro |
| Fa malissimo | Fastidio possibile, dolore vero raro |
| Farlo spesso è pericoloso | La frequenza dipende dal rischio, non dal danno |
| Inutile se mi spazzolo bene | Lo spazzolino non rimuove il tartaro formato |
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