Filo interdentale: come usarlo, quando e perché fa davvero la differenza
Scritto da Dott.ssa Anna Ascoli · Odontoiatra iscritta all'Ordine degli Odontoiatri di Ancona (n. 676) · Aggiornato il 28 giugno 2026
Il filo interdentale è lo strumento più sottovalutato della routine orale. Scopri come usarlo correttamente, con quale frequenza e perché lo spazzolino da solo non basta.
Il filo interdentale è probabilmente lo strumento di igiene orale più consigliato dai dentisti e meno usato dai pazienti. Quasi tutti sanno che bisognerebbe usarlo. Pochissimi lo fanno davvero ogni giorno.
Eppure è lo strumento che fa la differenza tra una pulizia "accettabile" e una pulizia vera.
Perché lo spazzolino da solo non basta
Lo spazzolino — anche quello elettrico, anche usato perfettamente — pulisce le superfici esterne, interne e masticanti dei denti. Non riesce ad entrare negli spazi tra un dente e l'altro.
Quegli spazi rappresentano circa il 40% della superficie totale dei tuoi denti.
È lì che si accumula la placca batterica che lo spazzolino non raggiunge. Ed è lì che nascono molte delle carie e la maggior parte dei problemi gengivali — perché la gengiva tra i denti è la zona più esposta e meno protetta.
Chi non usa il filo, in pratica, non pulisce quasi metà della bocca.
Ogni quanto usare il filo interdentale?
Una volta al giorno è sufficiente, preferibilmente la sera prima di dormire.Non è necessario usarlo dopo ogni pasto, a meno che non rimangano pezzi di cibo incastrati (nel qual caso basta rimuoverli e poi usare il filo la sera con calma).
Il momento migliore è dopo lo spazzolino serale, come ultimo gesto della routine. Così i batteri non hanno tutta la notte per proliferare negli spazi interdentali.
Come usare il filo interdentale: passo dopo passo
1. Taglia circa 40–45 cm di filo. Sembra tanto, ma ti serve abbastanza lunghezza per avere sempre una sezione pulita per ogni spazio. 2. Avvolgi le estremità attorno ai medi di entrambe le mani, lasciando 3–4 cm di filo libero tra i pollici e gli indici. Questi ultimi guidano il filo. 3. Inserisci il filo delicatamente tra due denti, con un movimento a zig-zag (non spingere mai con forza verso la gengiva — potresti tagliarla). 4. Una volta nello spazio interdentale, piega il filo a forma di C attorno al dente e scorri delicatamente su e giù lungo la superficie, arrivando leggermente sotto il bordo gengivale. 5. Ripeti per ogni spazio, usando ogni volta una sezione pulita di filo.Non dimenticare gli spazi accanto ai denti del giudizio, se ce li hai, e quelli adiacenti ai denti mancanti o agli impianti.
Filo classico, filo cerato o scovolini?
Dipende dalla conformazione della tua bocca.
Filo non cerato: rimuove la placca in modo leggermente più efficace perché "sfrega" di più. Può spezzarsi più facilmente se i denti sono molto ravvicinati. Filo cerato: scivola meglio tra i denti stretti, è più comodo per i principianti. Meno indicato se gli spazi sono ampi. Filo con portafilo (flossette): utile per chi ha difficoltà con il filo classico o vuole usarlo in movimento. Meno controllabile, ma meglio di niente. Scovolini interdentali: indicati per chi ha spazi ampi tra i denti, protesi parziali, ponti o impianti. Esistono in diverse misure — il tuo igienista può indicarti quella giusta. Nastro interdentale: più largo del filo classico, ideale per chi ha denti con superfici più distanziate.Il filo fa sanguinare le gengive: è normale?
Nei primi giorni di utilizzo — se non eri abituato — è normale che le gengive sanguinino un po'. Si tratta di tessuto gengivale che non era abituato alla stimolazione meccanica.
Se il sanguinamento continua dopo una settimana di uso regolare, non è normale. Può essere un segnale di gengivite — un'infiammazione delle gengive che, se trascurata, può evolvere in parodontite.
In quel caso la soluzione non è smettere di usare il filo, ma andare dall'igienista per una valutazione.
Filo e apparecchio ortodontico
Chi porta un apparecchio fisso sa bene quanto diventi complicata la pulizia interdentale. Il filo classico non riesce a passare sotto i fili ortodontici.
Le alternative sono:
- Filo con ago threader: si infila sotto il filo ortodontico e permette di usare il filo normale
- Superfloss: ha una parte rigida che funge da ago, poi il filo normale, poi una sezione spugnosa
- Scovolini sottili per pulire attorno ai bracket
Il tuo igienista può mostrarti la tecnica corretta durante la seduta di igiene.
E l'irrigatore orale?
L'irrigatore orale è un ottimo complemento al filo — non un sostituto. Il getto d'acqua rimuove i residui di cibo e massaggia le gengive, ma non riesce a staccare la placca batterica dalla superficie dei denti con la stessa efficacia del filo.
Usali insieme, se puoi. Se devi scegliere uno solo: scegli il filo.
In sintesi
- Frequenza: una volta al giorno, la sera
- Momento: dopo lo spazzolino, prima di dormire
- Tecnica: movimento a C, delicato, sezione pulita per ogni spazio
- Tipo: scegli in base alla conformazione della bocca
- Sanguinamento: normale i primi giorni, da valutare se persiste oltre una settimana
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